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GDPR: l’italia non è un paese per la data protection

Siamo l’esercito dei selfie, recita una piacevole canzone del 2017, ed assieme all’Occidentali’s Karma dell’ultimo Festival di Sanremo descrive un paese in cui la leggerezza dell’essere è in netta contrapposizione con le esigenze di rigorosità e responsabilità richieste dalla disciplina della protezione dei dati come da decine di altre norme cogenti.

GDPR. Si lavora in team, diffidare dei tuttologi

Con l’avvicinarsi della scadenza del 25 maggio 2018 proliferano in Rete le comunicazioni commerciali ed autocelebrative di aziende e consulenti, di chiara derivazione informatica, che pretendono di gestire integralmente l’adeguamento al GDPR (come già accaduto con il D.Lgs. 196/2003), ritenendo di poter leggere ed applicare un testo normativo senza farsi carico di anni di studio…
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Auto intelligenti. Le perplessità del Garante

Con la newsletter periodica del 30.10.2017, il Garante per la protezione dei dati personali auspica una regolamentazione europea per il progetto C-ITS dell’Unione Europea, che si prefigge lo scopo di rendere più sicure le strade attraverso lo scambio di informazioni tra autovetture e postazioni fisse, per la rilevazione e segnalazione di pericoli, incidenti, traffico congestionato,…
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Le aziende italiane e i servizi di cyberintelligence

La sicurezza dei dati e in particolare quella dei dati digitali è oggi prevalentemente affidata a soluzioni che si basano su quanto già accaduto e sulla formazione del personale basata ugualmente sulle pregresse esperienze.

Cosa aspetta la PA a nominare i DPO?

Nel nuovo Regolamento Europeo per il trattamento dei dati personali, meglio noto come GDPR 679/2016 c’è un articolo che non sembra aver destato particolare attenzione nei destinatari della prescrizione, probabilmente abituati all’italica propensione al differimento delle scadenze che normalmente viene esaudita dal Governo con l’annuale Decreto Milleproroghe.

Data protection e DPO

Un percorso di adeguamento al nuovo regolamento europeo per la tutela e la valorizzazione dei dati personali, nell’ottica di processo e non di prodotto promossa dal legislatore europeo, non dovrebbe essere affrontato, né approcciato, con la consueta italica superficialità, come invece, purtroppo, sta avvenendo per la maggioranza degli addetti ai lavori.