Ancora tre assoluzioni per il re dei concorsi a premi

Ancora tre assoluzioni per F.D.C., l’Amministratore della U. Srl, azienda di produzioni editoriali (cartoline, figurine, libri) che fu costretta a cessare ogni attività nel 2009 a causa di una spaventosa serie di procedimenti penali ed amministrativi aperti a suo carico per l’utilizzo della tecnica del gratta e vinci nei concorsi a premi.

Il Tribunale di Cassino, il 17 ottobre 2014, prendendo atto della Sentenza del Tribunale di Roma dell’8 aprile 2014 (che ha analizzato l’attività svolta dalla U. nel corso degli anni, con riferimento a tutte le iniziative contestate dalla Guardia di Finanza su segnalazione di AAMS, e stabilito che il fatto non costituisce reato), ha disposto non doversi procedere nei confronti dell’imputato in ben tre procedimenti pendenti dinanzi il suddetto Ufficio Giudiziario.

Soddisfatto l’Avv. Gianluca Pomante, professionista del Foro di Teramo, che rileva come anche i reati connessi alla presunta violazione dell’art. 4, L. 401/1989, abbiano a suo avviso i giorni contati. “Venendo a mancare il reato principale – spiega il difensore del D.C. – non hanno motivo di esistere le contestazioni che da tale illecito prendevano spunto. Sono fiducioso per gli ulteriori impegni che dovremo affrontare e credo anche la Magistratura e le Forze dell’Ordine interessate dai processi abbiano ormai compreso che il D.C. è stato una vittima del sistema e non un protagonista. Occorre non dimenticare, infatti, che l’intera vicenda – che lo vede ancora coinvolto in decine di processi in tutta italia – trae spunto da una pretestuosa confusione tra l’uso della tecnica del gratta e vinci (non riservata allo Stato) e la disciplina delle lotterie nazionali, indotta da alcuni poteri forti interessati ad evitare che la U. potesse, in virtù dell’esperienza maturata nel settore dei concorsi a premi, accreditarsi come competitor per l’assegnazione delle nuove concessioni delle lotterie nazionali.

Benchè fosse evidente la differenza tra i due istituti, per le modalità di cessione dei tagliandi (gratuita, nel caso dei concorsi, in abbinamento ad un prodotto, a pagamento, nel caso delle lotterie) e di erogazione dei premi (in buoni acquisto o altri prodotti, nel caso dei concorsi, in denaro, nel caso delle lotterie), il D.C. è stato perseguito con sequestri e denunce in tutta Italia al chiaro fine di fiaccarne la resistenza morale e finanziaria. Un vero e proprio attacco finalizzato alla distruzione della rete commerciale della U. Srl che, infatti, nel giro di qualche anno, nonostante le continue vittorie nelle sedi giudiziarie, è stata costretta a cessare l’attività. Sarà ora la magistratura a stabilire chi e quanto deve risarcire il mio cliente”.

Fonte: Jamma

Assolto il re dei concorsi a premi

Una sentenza clamorosa, quella depositata l’8 aprile 2014 presso la Cancelleria Penale del Tribunale Monocratico di Roma, divenuta irrevocabile da qualche settimana, perché relativa all’attività svolta nel corso degli anni dalla U. Srl, azienda leader nel settore delle produzioni editoriali con annessi concorsi a premi basati sulla tecnica del Gratta e vinci, che per anni è stata al centro di una vera e propria battaglia giudiziaria promossa dall’Amministrazione dei Monopoli di Stato, tramite la Guardia di Finanza e le Procure di tutta Italia.

Sono state sufficienti tre udienze e quattro pagine, al Tribunale capitolino, per liquidare con un laconico “il fatto non costituisce reato” la vicenda che aveva portato alla chiusura della U. Srl, a causa delle innumerevoli procedure amministrative e penali aperte nei confronti di F.D.C. e degli agenti ed esercizi facenti parte della sua rete commerciale.

Troppo altalenante la giurisprudenza di quel periodo, troppo discordanti i pareri delle Autorità Amministrative preposte al controllo, troppo difformi i tagliandi dei concorsi e le modalità di vendita e consegna dei premi, rispetto a quelli delle lotterie nazionali, per poter ipotizzare che il D.C. intendesse promuovere l’abusiva raccolta di gioco riservato allo Stato e trarre in inganno i consumatori.

Il rispetto delle procedure fissate dal DPR 430/2001 per i concorsi a premi, la copiosa documentazione prodotta dalla difesa, le testimonianze dei militari procedenti che hanno confermato l’esistenza delle cartoline e dei premi sotto forma di buoni acquisto, ha fatto propendere il Giudice per la mancanza dell’elemento psicologico che deve necessariamente caratterizzare il reato previsto dalla L. 401/1989, che peraltro era stata modificata in senso restrittivo solo successivamente ai fatti contestati.

Soddisfatto ma senza nascondere un velo di tristezza, l’Avv. Gianluca Pomante commenta così questo nuovo successo del suo Studio Teramano: “Una sentenza che rende giustizia ad un’azienda demolita da quello stesso Stato al quale per anni ha versato imposte e tasse, non solo direttamente ma anche tramite l’intera rete commerciale che con essa lavorava. Il mio cliente è ovviamente rasserenato da questa pronuncia, che si aggiunge alle innumerevoli precedenti ma che riveste un’importanza particolare, perché si tratta del processo che riguardava l’intera attività svolta dalla U. Srl nel corso degli anni e che chiude quindi il discorso anche per tutti gli altri procedimenti ancora pendenti. Ora si apre il fronte risarcitorio, poiché, ovviamente, le Amministrazioni che hanno promosso le azioni nei confronti della U. Srl saranno chiamate a rispondere di quanto accaduto. E si tratta di milioni di euro. Un pensiero affettuoso va rivolto anche all’Avv. Ernesto Del Gizzo, al fianco del quale sono stato per anni impegnato in questa battaglia giudiziaria, apprendendo dalla sua lunga esperienza gran parte delle nozioni che mi permettono oggi di operare nel mondo del gioco, purtroppo scomparso due anni fa senza poter conoscere l’esito positivo della vicenda processuale a cui più teneva“.

Fonte: Jamma