GDPR: l’italia non è un paese per la data protection

Siamo l’esercito dei selfie, recita una piacevole canzone del 2017, ed assieme all’Occidentali’s Karma dell’ultimo Festival di Sanremo descrive un paese in cui la leggerezza dell’essere è in netta contrapposizione con le esigenze di rigorosità e responsabilità richieste dalla disciplina della protezione dei dati come da decine di altre norme cogenti. (altro…)

Marketing e intelligenza artificiale: pubblicità aggressiva o reale.

Una giornata trascorsa in una grande città consente di prender nota di numerosi richiami pubblicitari all’intelligenza artificiale che sarebbe integrata nei più recenti dispositivi elettronici in circolazione, inclusi alcuni smartphone a funzionamento parzialmente automatico, in grado di modificare sensibilmente l’esperienza dell’utente nella comunicazione interpersonale. (altro…)

GDPR. Si lavora in team, diffidare dei tuttologi

Con l’avvicinarsi della scadenza del 25 maggio 2018 proliferano in Rete le comunicazioni commerciali ed autocelebrative di aziende e consulenti, di chiara derivazione informatica, che pretendono di gestire integralmente l’adeguamento al GDPR (come già accaduto con il D.Lgs. 196/2003), ritenendo di poter leggere ed applicare un testo normativo senza farsi carico di anni di studio ed esperienza giuridica. Un approccio purtroppo inadeguato, che espone al rischio di pesanti sanzioni. Il GDPR, infatti, richiede un approccio multidisciplinare, che necessariamente deve coinvolgere giuristi, informatici, esperti di processi di gestione, analisi dei rischi, certificazione, comunicazione, organizzazione aziendale. (altro…)

Quale sarà il futuro dei processori Intel, Amd e Arm con l’ingresso del GDPR?

Mentre i produttori di hardware e di software cercano la miglior soluzione alle vulnerabilità chiamate Spectre e Meltdown, che affliggono i processori Intel, Amd e Arm costruiti negli ultimi vent’anni (il problema non riguarda i processori della classe 486 e precedenti), gli utenti si interrogano sul futuro dei sistemi che stanno utilizzando, non solo per i problemi di sicurezza individuati (per i quali sono già disponibili alcune soluzioni e certamente ne saranno rilasciate altre nelle prossime settimane) ma per l’annunciata perdita di prestazioni (tra il 20 ed il 30%) che metterà fuori gioco tutti gli apparati che le aziende avrebbero mantenuto in funzione ancora per un anno o due e che dovranno invece sostituire quasi immediatamente per il drastico calo di prestazioni che li renderà inutilizzabili. (altro…)

Decreto intercettazioni: la mala giustizia colpisce ancora.

La nuova disciplina delle intercettazioni non soddisfa gli inquirenti e non agevola gli imputati, nè i loro difensori, aprendo un nuovo “pasticcio” italiano che, nel maldestro tentativo di tutelare la riservatezza di chi potrebbe finire sui giornali o essere intercettato senza essere indagato, non affronta il problema principale: la responsabilità degli uffici giudiziari. (altro…)

Auto intelligenti. Le perplessità del Garante

Con la newsletter periodica del 30.10.2017, il Garante per la protezione dei dati personali auspica una regolamentazione europea per il progetto C-ITS dell’Unione Europea, che si prefigge lo scopo di rendere più sicure le strade attraverso lo scambio di informazioni tra autovetture e postazioni fisse, per la rilevazione e segnalazione di pericoli, incidenti, traffico congestionato, ecc.. Ritiene l’Autorità che tale massa di dati in transito possa comportare rischi specifici per la riservatezza degli interessati, che potrebbero essere profilati per stile di guida, percorsi frequenti, abitudini e attività quotidiane, con evidenti ripercussioni sulla vita di relazione, stante l’interesse che tale mole di dati potrebbe avere per società di marketing, assicurazioni ed altre realtà commerciali. (altro…)